
La grande manifestazione del mondo agricolo che si è tenuta a Policoro mercoledì 25 è servita per mettere al centro dei riflettori della politica, a tutti i livelli, la grave crisi del comparto che colpisce soprattutto il meridione d’Italia, le cui aziende hanno più difficoltà di raggiungere i mercati internazionali per via della posizione geografica più scomoda rispetto ad altri territori.
Tuttavia non riesco a capire la posizione della Cia (Confederazione italiana agricoltori) che tramite un suo iscritto, Paolo Carbone dell’ufficio di presidenza regionale, polemizza con gli amministratori che hanno preso parte al sit durato tutta la giornata nel piazzale antistante il Municipio.
In qualità di assessore all’Agricoltura del Comune di Policoro e componente del coordinamento dei sindaci e amministratori della fascia jonica, devo rispondere che tanti sono stati i colleghi, di tutti gli schieramenti politici, che hanno sposato in pieno la causa dei manifestanti e le loro rivendicazioni. Mi dispiace che la Cia per bocca di un suo autorevole esponente per motivi a me sconosciuti, così come altri sindacati di categoria, non era presente. Forse farebbero bene ad uscire allo scoperto e dire da che parte stanno.
A meno che il loro ruolo non sia solo quello, necessario per carità, di sbrigare soltanto pratiche d’ufficio senza capire le reali esigenze e bisogni del settore. Io credo che un corretto amministratore si debba immergere nei problemi per capirli e trovare le giuste soluzioni in prima persona se ha le competenze, e sollecitare gli Enti gerarchici superiori nel caso opposto. E infatti la protesta di ieri era finalizzata soprattutto alla dichiarazione dello stato di crisi del settore da parte del Governo nazionale, la cui Regione Basilicata non è stata molto incisiva nella sua richiesta.
Come si può ben immaginare, e soprattutto in un momento di crisi come questo, non è semplice raggiungere l’obiettivo; però se la Cia anziché mettersi contro i suoi stessi iscritti fosse scesa in campo con noi forse avremmo dato l’idea di unità del mondo agricolo, la cui divisione spesso porta il legislatore a rimandare decisioni vitali per il comparto”, dichiara Saverio Carbone.
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